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Evento on-line gratuito dedicato a Salesforce CRM

“LA SCHEDA CLIENTE”

Evento organizzato da GN srl e T4Tech srl. L’evento si terrà il 26 Giugno dalle 14.30 alle 15.30. Per maggiori informazioni vai alla pagina dell’evento clicca qui.

Evento on-line gratuito dedicato a Salesforce CRMscreenshot_prodotto

La Scheda Cliente con Salesforce CRM

Evento organizzato da GN srl e T4Tech srl

26 Giugno 14.30 – 15.30

 

Cryptolocker

Cryptolocker: quello che c’è da sapere

Non è la prima volta che colpisce, e probabilmente non sarà neanche l’ultima. Che cos’è Cryptoware? E come si fa a combatterlo?

Cryptolocker è un “ransomware”: un “cavallo di troia” che funziona fino a quando non si è disposti a pagare per ricevere le istruzioni per rimuoverlo.

L’infezione avviene tipicamente tramite l’apertura di allegati contenenti il virus o attraverso altri PC che sono già infettati e via rete attaccano gli altri.

Quando un computer è compromesso, viene contattato un server centrale per l’attivazione, e così inizia la criptazione dei file sul computer in questione. Dopo che tutti i file sono criptati, viene fatto apparire un messaggio che richiede un pagamento per la decifrazione dei file, e minaccia di distruggere tutte le informazioni in caso di mancato pagamento.

Cryptolocker infetta solo PC che hanno come sistema operativo Windows XP, Vista, Windows 7 o Windows 8. Se state usando Linux o Mac siete al sicuro.

Se siete stati infettati i file diventano veramente inutilizzabili e l’unico salvataggio è avere un backup.

Altri virus richiedono un pagamento (vedi Virus Guardia di Finanza) senza in realtà compromettere nulla. Purtroppo Cryptolocker non è così: il malware cripta realmente i file, con un codice difficile da decifrare.

Se si ha un backup dei dati, cosa che è sempre consigliabile avere, è importante accertarsi di aver ripulito bene il PC infetto per non compromettere anche il backup.

E’ meglio non cedere al pagamento del “riscatto”. Molti utenti hanno detto che non funziona, non c’è nessuna garanzia che il problema venga risolto e pagare il riscatto rischia di finanziare ancora di più il crimine.

Quindi le cose da fare sono: avere sempre un backup dei dati, antivirus aggiornato e non aprire allegati sospetti se non si è sicuro di cosa si tratta.

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Problema ricarica iPhone o iPad, un semplice stuzzicadenti per risolvere

Basta una semplice ricerca sui forum della Apple per trovare molti commenti comuni: tantissimi possessori di iPhone e iPad hanno problemi di caricamento dei loro dispositivi. Ma c’è una semplice soluzione per tutto questo. Prima di incolpare il cavo o il telefono, controllare dove viene inserito il cavo per la ricarica.

Polvere, pezzi di carta o altro che si trovano dentro le nostre tasche possono rimanere incastrati e possono dare problemi con il passare del tempo. Per essere sicuri, fate un backup dell’iPhone o dell’iPad sul computer o tramite cloud. Spegnetelo, e con un normale stuzzicadenti rimuovete la sporcizia. Rimarrete sorpresi da quanta “spazzatura” può rimanere incastrata.

Ricollegate il caricate e guardate se funziona. Avete ancora problemi? Provate a pulire la porta di nuovo, se potete questa volta con l’aria compressa o una graffetta facendo sempre attenzione.

Potete provare questo metodo anche se l’iPhone o l’iPad rimane fisso in “modo cuffie” anche se non ci sono cuffie collegate. Inoltre, il metodo può essere provato per pulire le porte di ricarica e il jack di collegamento dei dispositivi Android, Windows Phone e Blackberry.

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Google mostrerà i tweet nei risultati di ricerca

Twitter e Google sono arrivati ad un accordo. I tweet appariranno tra i risultati delle ricerche verranno fatte tramite il motore di ricerca, informa Bloomberg.

A partire dalla prima metà di questo anno, i messaggi di 140 caratteri cominceranno ad essere visibili nei risultati della ricerca dal momento della pubblicazione.

Secondo l’agenzia, gli ingegneri di entrambi le aziende stanno già lavorando all’accordo, anche se i termini concreti non sono stati svelati perché l’accordo non è stato reso pubblico.

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Risoluzione problema con Outlook

Si chiude inaspettatamente quando si stampa o seleziona la stampante.

“Ogni volta che provo a stampare da Outlook, si blocca o va in crash”.

“Posso stampare da altri programmi, ho aggiornato i driver della stampante e quando provo a stampare da un’altra da un’altra stampante ho lo stesso risultato”.

“Come faccio a far funzionare la stampa da Outlook di nuovo?”

Outlook mantiene gli stili di stampa in un file chiamato OutlPrnt. Si possono riscontrare problemi come il blocco e la chiusura inaspettata quando questo file è danneggiato.

In molte occasione può capitare che la stampa sia da destra verso sinistra invece che da sinistra verso destra per colpa del danneggiamento del file OutlPrnt.

Per poter risolvere questo problema basta rinominare il file (ad esempio OutlPrnt_old) quando Outlook è chiuso. Il file si può trovare qui:

Windows Vista, Windows 7 e Windows 8 

C:\Users\%username%\AppData\Roaming\Microsoft\Outlook\

Windows XP 

C:\Documents and Settings\%username%\Application Data\Microsoft\Outlook\

server

USA, leggi per spulciare tra i server stranieri

Due nuove iniziative del Congresso mirano a imporre nuove regole nella gestione dei dati alle aziende americane, aziende a cui verrebbe imposto l’obbligo di cooperare con gli ordini giudiziari che richiedano l’accesso ai dati degli utenti. Anche quando tali dati fossero ospitati su server presenti al di fuori dei confini americani.

Una delle leggi, Law Enforcement Access to Data Stored Abroad (LEADS), avrebbe come prima conseguenza il rafforzamento della privacy degli utenti, visto che al momento non è richiesto il mandato di un giudice per accedere ai dati più recenti (entro i 180 giorni).

Altra conseguenza del LEADS Act è poi l’estensione della sovranità USA anche in territorio straniero, perché le aziende interessate avrebbero l’obbligo di collaborare con la giustizia anche nel caso in cui i dati fossero ospitati all’estero. Sempre che le indagini riguardino cittadini statunitensi, beninteso.La aziende di rete non hanno accolto bene l’iniziativa parlamentare, mentre Microsoft è di tutt’altro avviso e considera il LEADS Act come una “proposta di buon senso” e una soluzione reale a un problema reale. Un problema che Redmond affronta già da tempo in terra irlandese.

Ma il LEADS Act rappresenta un secondo “atto” di un tentativo di riforma dell’Electronic Communications Privacy Act (ECPA) già in corso da tempo, una riforma che prende il nome di ECPA Amendments Act e chiede più o meno le stesse cose della nuova proposta.

Fonte: http://punto-informatico.it/4225280/PI/News/usa-leggi-spulciare-server-stranieri.aspx

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Apple – Arrivano le “emoji” multiculturali, con diversi colori di pelle

Con il prossimo aggiornamento dei dispositivi Apple si avranno una nuova serie di emoji multiculturali che potranno essere usate nell’iPhone, iPad e su molte serie di Mac.

Le nuove emoticon saranno con 6 nuovi toni di colore della pelle. Pasta tenere premuta le icone e appariranno diverse opzioni.

Apple aveva promesso già all’inizio del 2014 che avrebbe incluso più opzioni nei suoi personaggi di emoji e che stava lavorando con il consorzio Unicode, che gestisce l’introduzione di nuove icone, per questo.

Di fatto, i nuovi toni della pelle sono basati in cinque toni della scata Fitzpatrick, uno standard applicato da Unicode.